LE DONNE NEL FUMETTO

Oggi, 8 Marzo, è la festa della Donna, e, anche noi, autori di questo piccolo blog appena nato, vogliamo, a modo nostro, omaggiarla parlando di 3 personaggi femminili, protagoniste assolute nel mondo del fumetto: Eva kant, Mafalda e Valentina.

Donne forti, carismatiche, sensuali ( Mafalda compensa in sagacia, simpatia ed intelligenza, quindi è sensuale anche lei! ) capaci di trasportare lettori nelle proprie avventure, nelle loro personali riflessioni, nei loro amori.

Iniziamo questo excursus partendo dalla Regina del Crimine, Eva Kant.
Eva Kant – La Donna de Re

Chi è Eva Kant? Chi è quella donna che ha stregato il re del crimine nel Diabiolik numero 3 del 1963?
E’ una donna stanca, pronta a tutto, che si presume abbia ucciso il marito Anthony Kant spingendolo in una trappola.
Una donna astuta, che non frappone niente tra se e il suo obiettivo, caduta preda del fascino irresistibile dell’antieroe più nobile dell’ultimo mezzo secolo.
Nata dalla penna di Angela e Luciana Giussani, coloro che hanno reso il fumetto seriale imprescindibile per ogni edicola, trasformandolo in un tascabile venduto in tutta Italia, si erge inventata dalle loro menti a paladina della giustizia, una giustizia che non è canonica, ma dettata dall’etica e dall’amore per il suo uomo.
La stessa etica e voglia di emancipazione che la fa combattere, con aghi di cianuro, bombe esplosive, acidi per le cassaforti più ostiche e maschere con le quali nasconde il suo vero io, nell’ombra drifugio di Clerville.
Non esita però a venire allo scoperto e gridare al Mondo con le sue storie, che la donna è un essere forte, che sa perdonare e sa scontrarsi con le difficoltà della vita.

Diabolik Anno LII n. 10: Ho ucciso Eva Kant ed. Astorina
La prova della sua importanza è data dal fatto che è ancora tra noi, e nonostante la sua veneranda età, continua a stupirci per la sua sconfinata bellezza e la sua impressionante tenacia.
Mafalda

Mafalda la contestataria è la protagonista di una delle più amate serie di strisce a fumetti, nasce nel 1964 in Argentina dalla sapiente penna di Joaquin Lavado, in arte Quino, e merita di sicuro un posto in questa bella rassegna tutta al femminile.
Durante il suo periodo di pubblicazione, questa bambina ha sbalordito i lettori di tutto il globo con il candore delle sue constatazioni pungenti, con le quali interrogava il mondo degli adulti facendone trasparire le contraddizioni e i dogmi sociali in cui questi erano costretti.
Non era facile far parlare una bambina di dignità e diritti umani nel periodo in cui la sua terra natale era sinonimo di Desaparecidos e Golpe, mentre l’attenzione mediatica mondiale aveva gli occhi puntati al Vietnam.

Eppure questa arguta osservatrice non ha mai smesso di pensare a modo suo, rifiutandosi di crescere e accettare le convenzioni degli adulti per tutto il decennio che ha accompagnato la sua storia editoriale, ovvero fino al 1973.
Nonostante sia quasi trascorso mezzo secolo da allora, le sue vignette continuano a scuotere le coscienze attraverso la loro disarmante attualità. “Ma non vi preoccupa di non aver risolto nulla in questi anni?” direbbe in merito Mafalda.
Citando la cosiddetta Donna Bambina della canzone “Acqua e Sapone” degli Stadio, Mafalda può essere considerata come la sua antitesi, ovvero una Bambina che è già Donna, non ingenua e maliziosa, ma disincantata e risoluta.
Valentina

Valentina, nata come personaggio comprimario, tra la fine degli anni 60 e l’inizio gli anni 70, nel periodo turbolento delle contestazioni studentesche e del femminismo, si è imposta come la protagonista più sensuale e affascinante del mondo del fumetto, ergendosi a modello di donna solitaria, scandalosa, sospesa fra i suoi sogni e i suoi tormenti.
La sua voglia di vivere fino in fondo la forza delle proprie emozioni ha incantato ed eccitato i suoi ammiratori, però “Valentina talvolta si sente perduta e rinuncia a sperare. allora cerca rifugio nel mondo dei sogni e della memoria.” [Guido Crepax, autore di Valentina]

Guido Crepax, Valentina nel Metrò. Omaggio a Stan Lee, “Corriere di Informazione”, 1975. Courtesy Archivio Crepax
La rivoluzione che conduce Crepax con Valentina è anche quella del linguaggio: con lui il fumetto evolve e si permette raffinatezze e invenzioni mai pensate prima, difatti la costruzione della tavola anticipò, almeno di vent’anni, quella che sarà salutata come l’Innovazione del fumetto angloamericano. Non è un caso che Guido Crepax nasca come architetto, perché sembra comporre la tavola come fosse la pianta di una casa. Ogni stanza, ovvero ogni singola vignetta è di vitale importanza affinché la casa, ovvero, la tavola, possa funzionare al meglio.
– Auguri a tutte le donne da tutto lo Staff di “Sbuffi di fumo”
Fonti e bibliografia
Articolo sul corriere https://www.corriere.it/liberitutti/18_luglio_27/cosi-guido-crepax-invento-valentina-solitaria-scandalosa-come-un-attrice-d4d202c4-91ac-11e8-9a85-e773adbfcd34.shtml
I classici del fumetto di Repubblica 13, Valentina, testi a cura di Max Brighe
I classici del fumetto di Repubblica, serie oro 15, Valentina, testi a cura di Silvano Mezzavilla