Cosmo Editore

TORPEDO : Gangster italiano, alla spagnola.

Luca Torelli in arte : Torpedo.

Discostandoci dal fumetto Italiano, è uscita di recente per l’Editoriale cosmo,  una ristampa del classico spagnolo Torpedo.

Interessante quanto sorprendente, non avendolo mai letto, il fumetto ha, dopo le prime due storie, un tratto contemporaneo ma deciso.

Una storia avvincente, con una traduzione godibile ed irriverente, che gira sempre intorno al personaggio principale, con poche figure ricorrenti ma molta, moltissima azione.

Luca Torelli, in arte Torpedo, è un freddo mercenario Italiano, emigrato in America , non per cercare fortuna ma per piegarla al suo volere.

“Il Primo Torpedo di Toth”

Ha la faccia cattiva e la usa a suo favore, come la sua totale mancanza di pietà e compassione.

Il personaggio di Enrique Sanchez Abulì, almeno in questi primi due albi, non soffre di crisi di identità, lasciandoci sempre davanti ad un violento quanto ironico assassino, un Torpedo.

Si viene catapultati subito in quell’epoca grigia e movimentata, dove la criminalità la fa da padrone e i tipacci come Torelli girano a testa alta come Galli nel pollaio, e quando tra galli si incontrano , scorrono fiumi di sangue.

Nei primi due capitoli troviamo il tratto di Alex Toth, colui che ha creato il progetto grafico di Torpedo, uno stile molto vicino all’america di quegli anni, lineare con forti tinte nere ma con pochi chiaro scuri, deciso, netto, con pochi particolari.

Dal terzo capitolo in poi ( Da cane a cane) entra in gioco Jordi Bernet, e notiamo sin da subito, poiche una storia finisce e si specchia nell’altra, che il tratto è nettamente diverso.

Molti più dettagli, dinamicità delle tavole, anche se racchiuse in una gabbia classica, e in definitiva una gioia per gli occhi.

“Il Torpedo di Bernet”

Quando ci immaginiamo delle sparatorie o delle scene cariche di passione, vogliamo vedere tutto, anche il minimo proiettile che parte, o una mano che scende.

Con lui fa l’ingresso nella storia anche Rascal, fido scudiero del Torpedo, salvato dalle sue stesse grinfie, che lo aiuterà in quasi tutte le prissime avventure.

Il tutto, condito da dei dialoghi scoppiettanti che spesso toccano un umorismo nero che male non fa nel contesto della storia, parolacce, battute al veleno e trattamenti poco carini riservati e scritti a personaggi femminili molto avvenenti.

Altri attori si inseriscono nei racconti,  e alcuni di loro colpiscono per la loro potenza, basti pensare ai fratelli Larson, i criminali del porto; grossi energumeni baffuti e scimmieschi, che il protagonista mette a sedere tra i banchi del pesce.

“I fratelli Larson!”

Se state cercando un fumetto politically correct, Torpedo non fa per voi.

La morale c’è, ma spesso non si vede, questo non compromette il fumetto, anzi, ogni tanto ci vuole un po’ di svago e in Torpedo potrete trovare una piacevolissima lettura.

_ilMaestro