ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย E chi sei Mandrake?
Se siete di vicino Roma o avete visto il film con Gigi Proietti โFebbre di cavallo: La mandrakataโ avrete sicuramente sentita questa espressione. Ma sapete da dove previene davvero?
La locandina do Febbre da cavallo: La mandrakataโ
Sarรฒ sincero con voi, fino a non troppo tempo fa pensavo fosse un mago romano esistito realmente nel 1800/1900, poi entrato nel folklore.
Ne sono stato convinto finchรฉ non mi sono imbattuto in questo volumetto.
Preso dalla curiositร , ho cominciato a leggerlo e sinceramente? Chi se lo sarebbe mai aspettato che Mandrake fosse, in veritร , il piรน grande e longevo (ben 85 anni) mago dei fumetti.
Ideato e sceneggiato da Lee Falk, di cui รจ anche il modello per sua stessa ammissione, e disegnato da Phil Davis, Mandrake non รจ affatto il solito mago col cilindro, pronto a far il numero del coniglio; รจ molto piรน simile ad un Doctor Strange senza l’universo Marvel.
Il personaggio di Mandrake non ha nessuna storia delle origini, รจ OP fin dalle prime storie.
Infatti, dopo aver appreso le arti magiche in Oriente, nelle sue prime apparizioni Mandrake era uno stregone potentissimo, capace di far resuscitare morti, rendersi invisibile apparendo magicamente dal nulla, congelare persone all’istante.
Successivamente, ย le sue storie cambiarono rotta facendolo diventare un grande illusionista, capace di sottomettere i suoi nemici ipnotizzandoli. Riportando unโintervista effettuata a ย Mister Falk :โSรฌ, all’ inizio i suoi poteri erano illimitati. Se voleva trasformare un uomo in un topo, poteva farlo. Insomma, le magie che compiva avvenivano per davvero. Ma dopo le prime avventure, per la precisione dopo i primi sei mesi, ho capito che cosรฌ non poteva andare avanti per sempre, che ogni problema sembrava troppo facile per Mandrake, che per me sarebbe stato difficile tenere alta la tensione. Cosรฌ ho deciso di trasformare il mago in un illusionista. I suoi nemici non si sarebbero piรน trasformati in topi ma si sarebbero solo creduti tali”.
Persino il regista Federico Fellini,ย il quale รจ un grande estimatore di fumetti, ha sempre voluto effettuare una trasposizione cinematografica, senza mai riuscirci. Lee Falk, al riguardo, ha raccontato โFellini รจ stato un grande amico. Piรน volte abbiamo parlato di questo progetto. Lui lo chiamava Mandrache, all’ italiana! Ne ho parlato anche con Mastroianni, a Parigi: si pensava a Claudia Cardinale nella parte di Narda, l’ eterna fidanzata. A questo proposito, mi ricordo quando ho conosciuto Fellini. Fu prima della seconda guerra mondiale. Per la prima volta andai a Venezia e vidi un ragazzo (no, ancora non si tratta di lui) che stava leggendo un grande album di un Mandrache italiano, non l’ avevo scritto io. L’ album si intitolava: Mandrake a Venezia. Che strano, ho pensato: io non sono mai stato a Venezia e Mandrake sรฌ! In seguito a questo incontro andai a Firenze per incontrare le persone che lavoravano a questo Mandrake, e uno dei ragazzi che colorava le vignette era proprio Fellini”.
Marcello Mastroianni e Federico Fellini
Mastroianni nelle vesti di Mandrake non sarebbe stato mica male
Devo essere ancora piรน sincero con voi, pensavo fosse distante dai miei gusti, credevo fosse una lettura lenta, macchinosa. Invece, era tutto il contrario. Fin dalle prime strisce del 1934,ย Mandrake si rileva un fumetto dinamico e avvincente.
Uno tra i primi a distanziarsi dal concetto originario di comics, ovvero di striscia comica, elevandosi a forma di intrattenimento pura che, combinando horror, avventura, azione, storie dโamore, รจ capace di appassionare, allo stesso modo, ragazzi e adulti.
In Italia verrร pubblicato nel 1935, nelle riviste L’audace e L’avventuroso suscitando, fin da subito, un grosso successo tantoย da entrare nel folklore e, stranamente, non verrร in nessun modo censurato dal regime fascista.
Ad affiancare il formidabile Mandrake รจ il suo fido compagno Lothar, il suo gigantesco servo nero dotato di un cuore ed una forza gigantesca, ma non di grosso intelletto. Tra i suoi piรน acerrimi nemici voglio citarne due in particolare: il Cobra, suo compagno di studi nell’apprendere le arti magiche in Tibet passato, perรฒ, alla magia nera e il trasformista Saki, un formidabile ladro dalle eccellenti doti di travestimento che, ogni qualvolta riesca in un colpo, lascia un piccolo cammello di argilla come testimonianza del suo passaggio.
Vi lascio con una dichiariazione di Lee Falk, di cuiย a fianco c’รจ la sua fotografia, riguardo la sua rinomata somiglianza con il suo personaggio dei fumetti .
ย “Sono stato io il primo modello per Mandrake. Ero solo in camera e con uno specchio davanti provai a schizzare un autoritratto: sentivo di avere la faccia adatta per vivere storie un po’ da detective e un po’ da mago. Lui ora รจ rimasto lo stesso: io, invece, un po’ sono cambiato”.
Discostandoci dal fumetto Italiano, รจ uscita di recente per lโEditoriale cosmo, una ristampa del classico spagnolo Torpedo.
Interessante quanto sorprendente, non avendolo mai letto,
il fumetto ha, dopo le prime due storie, un tratto contemporaneo ma deciso.
Una storia avvincente, con una traduzione godibile ed
irriverente, che gira sempre intorno al personaggio principale, con poche
figure ricorrenti ma molta, moltissima azione.
Luca Torelli, in arte Torpedo, รจ un freddo mercenario Italiano, emigrato in America , non per cercare fortuna ma per piegarla al suo volere.
“Il Primo Torpedo di Toth”
Ha la faccia cattiva e la usa a suo favore, come la sua
totale mancanza di pietร e compassione.
Il personaggio di Enrique Sanchez Abulรฌ, almeno in questi
primi due albi, non soffre di crisi di identitร , lasciandoci sempre davanti ad
un violento quanto ironico assassino, un Torpedo.
Si viene catapultati subito in quellโepoca grigia e
movimentata, dove la criminalitร la fa da padrone e i tipacci come Torelli
girano a testa alta come Galli nel pollaio, e quando tra galli si incontrano ,
scorrono fiumi di sangue.
Nei primi due capitoli troviamo il tratto di Alex Toth,
colui che ha creato il progetto grafico di Torpedo, uno stile molto vicino
allโamerica di quegli anni, lineare con forti tinte nere ma con pochi chiaro
scuri, deciso, netto, con pochi particolari.
Dal terzo capitolo in poi ( Da cane a cane) entra in
gioco Jordi Bernet, e notiamo sin da subito, poiche una storia finisce e si
specchia nellโaltra, che il tratto รจ nettamente diverso.
Molti piรน dettagli, dinamicitร delle tavole, anche se
racchiuse in una gabbia classica, e in definitiva una gioia per gli occhi.
“Il Torpedo di Bernet”
Quando ci immaginiamo delle sparatorie o delle scene cariche di passione, vogliamo vedere tutto, anche il minimo proiettile che parte, o una mano che scende.
Con lui fa lโingresso nella storia anche Rascal, fido
scudiero del Torpedo, salvato dalle sue stesse grinfie, che lo aiuterร in quasi
tutte le prissime avventure.
Il tutto, condito da dei dialoghi scoppiettanti che spesso
toccano un umorismo nero che male non fa nel contesto della storia, parolacce,
battute al veleno e trattamenti poco carini riservati e scritti a personaggi
femminili molto avvenenti.
Altri attori si inseriscono nei racconti, e alcuni di loro colpiscono per la loro
potenza, basti pensare ai fratelli Larson, i criminali del porto; grossi
energumeni baffuti e scimmieschi, che il protagonista mette a sedere tra i
banchi del pesce.
“I fratelli Larson!”
Se state cercando un fumetto politically correct, Torpedo non fa per voi.
La morale cโรจ, ma spesso non si vede, questo non compromette il fumetto, anzi, ogni tanto ci vuole un po’ di svago e in Torpedo potrete trovare una piacevolissima lettura.
Che regni il Caos! (Recchioni โ Leomacs e Nizzoli)
Cosรฌ titola il primo albo che introduce Dylan Dog nel
ciclo della meteora; un progetto ambizioso e se vogliamo rivoluzionario nella
serie ad albi piรน famosa dโItalia.
La storia inizia con una vecchia, ma non troppo,
conoscenza dellโindagatore dellโincubo; il plurimilionario magnate
dellโelettronica e dellโinformatica John Ghost, colui che ha preso, a tutti gli
effetti, il posto di antagonista detenuto precedentemente da Xabaras.
La sua personalitร รจ ben delineata e le sue idee
cristalline, possiamo intuirlo giร dalla sua prima apparizione nella serie,
nellโalbo #341 ( Al servizio del caos) dove si presenta al nostro
indagatore dicendo :
โLa teoria del caos.Una farfalla batte le ali allโequatore e scatena un uragano dallโaltra parte del mondo. Il mio nome รจ John Ghostโฆ e sono quello che costringe la farfalla a battere le ali.โ
John Ghost
Un uomo che vuole piegare il destino alla sua volontร , un
uomo che si serve del disordine per portare ordine, non quello costituito, ma
quello sognato dalla sua mente.
Eโ lui lโimmagine nuova e dirompente di questo ciclo, che
ci porterร a braccetto fino al numero 400.
Questo albo in particolare : โChe regni il caosโ, inizia con la nemesi dellโindagatore dellโincubo che si serve di Axel Neil, un moderno Berseker dalle fattezze e le itazioni Rock(vedi tav in basso), simil Slash (GunsโnโRoses ndr) per distruggere e seminare il panico a Londra.
“I’m T.N.T watch me explode!” Alex Neil canta gli AC/DC!
Attraverso vignette sanguinolente e piene di violenza,
tra teste decapitate e donne dilaniate, il mostro riesce a catturare
lโattenzione di Dylan, che decide di fermarlo, e lo farร proprio davanti
allโentrata di Buckingham Palace, davanti alle telecamere e agli occhi
entusiasti degli spettatori.
John Ghost รจ riuscito nel suo intento, mettere Dog al centro dellโattenzione, creando unโapp per poterlo chiamare ed emulare, una cosa che da molto fastidio allโindagatore.
Ma solo un evento che coinvolgerร i โFreakโ del manicomio
di Harlech (vedi albo 320: La Fuggitiva), accerchiati da una piccola folla che
vuole ucciderli, porterร Dylan ad incontrare Ghost, che per la prima volta gli
parlerร della meteora, e gli chiederร di affiancarlo in una missione di
salvataggio dellโintera umanitร .
Cercando di addentrarci in una dimensione critica, dopo
aver riassunto in poche parole gli eventi salienti dellโalbo, possiamo dire con
certezza che stiamo assistendo ad una rivoluzione, sia grafica sia a livello di
contenuti.
Un massiccio ritorno allo splatter fa ben sperare per i prossimi albi, รจ quello
che dovrebbe fare ogni buon fumetto horror che si rispetti, vogliamo il sangue
, vogliamo lo splatter, ed ecco che Recchioni ci accontenta; metร Albo
incentrato sulla distruzione e la potenza di Axel Neil.
Il tutto raccontato in tavole di ampio respiro, che
spesso non vengono condite da balloon superflui o battute fuori luogo.
Alla violenza non servono dialoghi.
Ma quando non serve violenza, il dialogo si fa spazio e
trova momenti di grande godibilitร , come nellโexcursus storico di Ghost o nella
bellisima tavola finale,dove un Dylan Dog provato e sorridente, tende la mano al mostro, un disegno a tutto
campo, una gioia per gli occhi.
La storia invece, รจ solo allโinizio, ma si percepisce giร
da subito dove vuole arrivare a parare Recchioni, e si nota immediatamente il
parallelo con la nostra societร ; una societร di populismi bigotti e ideologie
che non ammettono contrari.
Allora entra in gioco la politica, ma il fumetto รจ anche
questo e Dylan Dog รจ politica allo stato puro, una demagogia che sta portando
la nostra societร al collasso, attraverso un caos che tutti noi vorremo sia
gestibile, ma che ci sta sfuggende lentamente dalle mani.
Come mio primo articolo del blog, vorrei parlare dellโautore grazie al quale รจ nata la mia passione per i fumetti: Zerocalcare, alias Michele Rech, classe 1983, fiero campanilista, vive a Roma nel quartiere di Rebibbia e cresce frequentando la scena punk e dei centri sociali. Inizia a realizzare fumetti nel 2001, dopo il G8 di Genova, evento che lo ha profondamente colpito, e , dopo aver illustrato innumerevoli locandine per concerti e manifestazioni, grazie al suo mentore Maestro Jedi Makkox nel 2011 riesce a pubblicare il suo primo libro “La profezia dell’armadillo” e apre il suo blog personale.
Avevo giร sentito parlare di Zerocalcare, ma era per me soltanto un nome familiare. Nulla piรน. Quando ho visto esposto in fumetteria il suo, allora, nuovo libro ( Kobane Calling ), ho deciso di dargli una possibilitร .
Quella รจ stata una delle scelte piรน azzeccate della mia vita. Una scelta che mi ha condotto, poi, ad incontrare autori come Igort, Gipi, Cyryl Pedrosa, Craig Thompson, Will Eisner, Jeff Lemire. Ma questa รจ un’altra storia.
Anche se Zero รจ, a tutti gli effetti, uno tra gli autori piรน letti e famosi nel panorama contemporaneo Italiano, mi sembra, comunque, doveroso fornirvi una panoramica a tutto tondo attraverso una classifica delle sue migliori 7 vignette. [Potete visionare le vignette cliccandoci sopra e vi si aprirร una photogallery]
Quindi, bando alle ciance e cominciamo con questa atipica top VII!
7ยฐ posto
AMICI IMMAGINARI, “La Profezia dell’armadillo”
Iniziamo, proprio, con una ministoria estratta dal suo primo libro, il piรน conosciuto e, per molti, anche il piรน amato, proprio per l’introduzione e il ruolo di primaria importanza che riveste l‘Armadillo, personificazione della coscienza di Zerocalcare.
La creazione del nostro sociopatico cazzaro Armadillo, รจ dovuta, principalmente, all’esigenza da parte di Zero di cercare di comporre la vignetta in maniera piรน dinamica, sostituendo, cosรฌ, le didascalie che possono appesantire la lettura.
La profezia dell’armadillo รจ, comunque, come suggerito ironicamente dal trailer, una raccolta di storielle con un filo conduttore, il quale รจ rappresentato da Camille, un’amica di infanzia di Zerocalcare, tormentata ed infine sconfitta dai propri demoni interiori. Demoni che in questa scena emblematica, per una sera, verranno lasciati fuori dalla porta, lasciando i protagonisti nella loro intimitร .
6ยฐ posto
LENTICCHIE, “Kobane Calling”
Kobane Calling รจ, a mio avviso, il Capolavoro di Zerocalcare che, con una dose smisurata di umiltร e di autoironia, riesce a raccontarci la vita in tutti i suoi aspetti, dai piรน veniali ai piรน profondi, con unโimmediatezza sconvolgente.
Quando leggi Zerocalcare, รจ come se fossi sempre al suo fianco, ad accompagnarlo in ogni sua cazzata, in ogni sua ansia. In Kobane Calling lo segui fino in Rojava, a fianco dei difensori curdi, delle loro tremende storie di guerra, di morte, ma, soprattutto, di vita e di coraggio.
Kobane Calling, per quanto Zero riesca sempre a divertire con il suo modo di scrivere, rimane un reportage autobiografico di guerra, pieno di ingiustizie e pugni allo stomaco.
La lezione piรน importante impartitami con questo fumetto da Zerocalcare, pagina dopo pagina, รจ stata quella di comprendere appieno quanto sia incommensurabilmente grande il valore della vita umana che, anche se schiacciata dall’oscuritร piรน profonda, riesce miracolosamente a vincere risplendendo in un bagliore accecante.
5ยฐ – 4ยฐ Posto
CRISI, RUBIK; “Macerie prime: Sei mesi dopo”
Al quinto e quarto posto ci sono due vignette provenienti dal suo ultimo libro “Macerie Prime: Sei mesi dopo” seguito di “Macerie Prime”.
Qui, vediamo un’altra volta la sua sbalorditiva capacitร di destrutturare sistematicamente la realtร , di ricomporla vignetta per vignetta, riuscendo a parlare di qualsiasi argomento. Da notare, inoltre, che, in nessun elaborato di Zerocalcare, respireremo una pesante aria di superioritร rispetto al tema affrontato, anzi il suo approccio alla realtร รจ sempre profondamente umile ed umano.
Comunque, vale la pena precisare che, come ogni opera letteraria autobiografica, esiste sempre un grado di separazione tra autore e protagonista del libro. Quindi, non bisogna considerare i suoi fumetti come una minuziosa cronistoria della sua vita, bensรฌ, come il suo diario privato, nel quale rielabora e riflette sulle sue esperienze personali.
Prima di lasciarvi immergere nella lettura, vi suggerisco di vedere il video qui sotto, in modo da avere una visione piรน esaustiva.
Se avete visto tutto il video e siete curiosi di vedere come si sta muovendo nel mondo dell’animazione vi consiglio di andarvi a recuperare i videosul suo canale youtube e di scaricarvi questa app, contenente un racconto sperimentale che combina fumetto aumentato e documentario interattivo.
3ยฐ Posto
SALUTI; “Dimentica il mio nomeโ,
In โDimentica il mio nomeโ, come in โPolpo alla golaโ , Zero sviluppa da una vicenda autobiografica, un articolato intreccio fittizio. In questo caso, citando Wikipedia, il punto di partenza รจ la morte di sua nonna, momento in cui l’autore si ritrova a fare i conti con la fine dell’infanzia/adolescenza e l’inizio dell’etร matura. Da qui prende il via un racconto che mischiando fantasia e realtร racconta la storia di tre generazioni della sua famiglia: la sua, di sua madre e di sua nonna.
Questo, per Zerocalcare, รจ un coraggioso passo in avanti; ennesima dimostrazione di un artista che cerca sempre di rinnovarsi, uscendo, costantemente, dalla propria comfort zone, ovvero quella del racconto autobiografico.
Con “Dimentica il mio nome” raggiunge anche il plauso della critica classificandosi secondo al premio Strega giovani.
2ยฐ Posto
PEDAGOGIA; “Zerocalcare.it”, “Ogni maledetto lunedรฌ su due”
Nella carriera di Zerocalcare il suo blog รจ stato di vitale importanza, in quanto come lui stesso dice in questa intervista : “Per fare il fumettista รจ fondamentale avere una presenza su internet, ma non รจ condizione sufficiente, ma, ovviamente, essere su web non รจ una formula magica, perรฒ senza รจ molto difficile fare autopromozione”.
Zero ha avuto molte difficoltร a mantenere vivo il blog, in quanto doveva far affrontare contemporaneamente molteplici impegni; comunque, anche non aggiornandolo piรน periodicamente come prima, continua a pubblicare qualcosa ancora adesso. Se volete recuperare gratuitamente Zerocalcare vi consiglio di leggere tutto ciรฒ che ha pubblicato nel suo blog personale dal 2011 fino ad oggi. Evitate, dunque, di comprare “Ogni maledetto lunedรฌ su due” e “L’elenco telefonico degli accolli”, in quanto sono delle raccolte delle vignette pubblicate sul suo sito.
Prima di lasciarvi leggere la vignetta che ha ottenuto la medaglia d’argento รจ fondamentale soffermarsi sull’importanza della cultura Pop per Zerocalcare e, piรน in generale, per tutti noi.
L’importante, secondo me, per uno scrittore รจ comunicare al lettore il proprio pensiero, percuoterlo con un turbinio di emozioni, sentimenti, riuscire a farlo ridere a crepapelle attraverso, soltanto, qualche lettera stampata su un foglio bianco. Se per farlo l’autore deve citare Ken il Guerriero oppure Falkor de “La Storia Infinita” non ci vedo, sinceramente, nulla di strano.
Invece, mi sembra che La cultura Pop sia sottovalutata e considerata come una sottocultura non degna di essere presa come punto di riferimento culturale, se non per conversazioni futili. Questa, permettetemi, รจ una GRANDISSIMA CAZZATA! Tramite film serie tv, fumetti, romanzi di genere le persone riescono a trovare un punto di incontro per interagire e discutere . Quante volte vi รจ capitato, parlando con vostri amici del Trono di Spade, ad esempio, che uno sconosciuto, sentendovi, abbia preso parte alla conversazione? Sempre in riferimento GOT, prima di esso quante persone avevano giร visto rappresentato il tema dell’incesto? Non รจ forse diventato un riferimento culturale solido la storia d’amore tra Jamie e Cersei Lannister?! La cultura pop possiede, assolutamente, una sua dignitร artistica e un forte potere comunicativo.
Ritornando a Zerocalcare il suo riferimento culturale principale รจ la cultura pop anni ’80 – ’90, grazie alla quale riesce spiegare in maniera esaustiva un concetto ricorrendo al “rispettivo” riferimento Pop: nell’immagine il Maesto dei Cinque Picchi dร voce al buon senso di Zerocalcare, in piena crisi ipocondriaca.
Dopo questo pippone vi lascio a Pedagogia, una tra le vignette piรน famose e piรน riuscite di Zerocalcare.
1ยฐ Posto
Rebibbia; “Dodici”
Zerocalcare ama molte cose. Le serie TV, i suoi amici, il punk, gli zombie … ma guai a chi gli tocca Rebibbia. REBIBBIA REGNA. Il suo murale, realizzato all’esterno della stazione della metropolitana di Rebibbia, penso sia piรน esplicativo di mille parole.
“Perchรฉ sono innamorato di Rebibbia? Ci sono un sacco di risposte a questa domanda. Prima di tutto perchรฉ รจ un posto che รจ quasi un’oasi in questa cittร , รจ un posto super tranquillo, dove tutto scorre lentamente. Ci sono le casette basse sembra quasi di stare al mare, come dico sempre: รจ a metร tra Pescara e San Francisco, abbiamo anche le palme. Qui ci vieni solo se conosci qualcuno, quindi molte persone pensano che Rebibbia sia solo il carcere. Un quartiere che viene percepito come il Bronx per la presenza del carcere in realtร รจ tutt’altro”. [ Cit. Zerocalcare ]
Il primo posto, quindi, va ad una tavola di “Dodici “ ; il libro piรน corto di Zerocalcare raffigurante una Rebibbia versione George A. Romero invasa da un’epidemia Zombie nel quale il nostro protagonista Zero , durante lo svolgersi degli eventi, si ritroverร a riflettere sulla sua vita e sulla sua profonda connessione con Rebibbia, scrivendo una delle sue piรน belle tavole di sempre.
Vivendo in un piccolo paese, mi ritrovo in ogni parola. Per esempio, ogni evento che accade nel mio gruppo, o nel bar in cui esco, seppur banale, sembra aver un effetto domino devastante che l’effetto farfalla, al confronto, gli fa una pippa.
Per rendere ancora piรน chiara l’idea, immaginate di giocare una partita a scacchi lentissima e, ogni volta che vi assentate dal tavolo, l’avversario ha fatto la propria mossa che, seppur insignificante come l’avanzamento di una casella di un pedone, l’ha effettuata mentre voi non eravate presente e vi ritrovate, quindi, con una scacchiera irrimediabilmente cambiata nella sua essenza.
Forse, adesso, sono andato troppo sul filosofico e spero di non averla sparata troppo grossa!
Comunque, siamo ormai giunti alla conclusione di questa classifica. Spero di avervi fatto conoscere un “Genio stellare”, quale รจ, per me e per tanti altri, Zerocalcare.
Informazione utile per chi vive a Roma o passerร , a breve, nella capitale. Fino al 31 Marzo 2019 al Museo MAXXI sarร presente la sua prima mostra personale “Zerocalcare. Scavare Fossati ยท Nutrire Coccodrilli” .
Ciao a tutti e alla prossima!
โGenio. Zerocalcare รจ genio stellare. Gravitร invincibile, a meno di non spedirlo in unโaltra galassia. Lโunica รจ arrendersi, ma non รจ una scelta: รจ cosรฌ e basta. Alla fine lo ami. Lo ami che dopo aver letto le sue 136 tavole vuoi essere suo amico, che lo vai a trovare a casa col sacco a pelo, che quando lโincontri per strada lo saluti e lui ti saluta perchรจ ti conosce, perchรจ tโรจ Amico Tuo e dietro di lui vedi anche lโarmadillo e saluti anche lโarmadillo, ma questo non ti risponde perchรจ รจ fatto cosรฌ e diffida, vede in te una possibile invadente rottura di coglioni.โ [prefazione di Makkox a โLa profezia dellโarmadilloโ]
Oggi, 8 Marzo, รจ la festa della Donna, e, anche noi, autori di questo piccolo blog appena nato, vogliamo, a modo nostro, omaggiarla parlando di 3 personaggi femminili, protagoniste assolute nel mondo del fumetto: Eva kant, Mafalda e Valentina.
Donne forti, carismatiche, sensuali ( Mafalda compensa in sagacia, simpatia ed intelligenza, quindi รจ sensuale anche lei! ) capaci di trasportare lettori nelle proprie avventure, nelle loro personali riflessioni, nei loro amori.
Iniziamo questo excursus partendo dalla Regina del Crimine, Eva Kant.
Eva Kant โ La Donna de Re
Chi รจ Eva Kant? Chi รจ quella donna che ha stregato il re del crimine nel Diabiolik numero 3 del 1963?
Eโ una donna stanca, pronta a tutto, che si presume abbia ucciso il marito Anthony Kant spingendolo in una trappola.
Una donna astuta, che non frappone niente tra se e il suo obiettivo, caduta preda del fascino irresistibile dellโantieroe piรน nobile dellโultimo mezzo secolo.
Nata dalla penna di Angela e Luciana Giussani, coloro che hanno reso il fumetto seriale imprescindibile per ogni edicola, trasformandolo in un tascabile venduto in tutta Italia, si erge inventata dalle loro menti a paladina della giustizia, una giustizia che non รจ canonica, ma dettata dallโetica e dallโamore per il suo uomo.
La stessa etica e voglia di emancipazione che la fa combattere, con aghi di cianuro, bombe esplosive, acidi per le cassaforti piรน ostiche e maschere con le quali nasconde il suo vero io, nellโombra drifugio di Clerville.
Non esita perรฒ a venire allo scoperto e gridare al Mondo con le sue storie, che la donna รจ un essere forte, che sa perdonare e sa scontrarsi con le difficoltร della vita.
Diabolik Anno LII n. 10: Ho ucciso Eva Kant ed. Astorina
La prova della sua importanza รจ data dal fatto che รจ ancora tra noi, e nonostante la sua veneranda etร , continua a stupirci per la sua sconfinata bellezza e la sua impressionante tenacia.
Mafalda
Mafalda la contestataria รจ la protagonista di una delle piรน amate serie di strisce a fumetti, nasce nel 1964 in Argentina dalla sapiente penna di Joaquin Lavado, in arte Quino, e merita di sicuro un posto in questa bella rassegna tutta al femminile. Durante il suo periodo di pubblicazione, questa bambina ha sbalordito i lettori di tutto il globo con il candore delle sue constatazioni pungenti, con le quali interrogava il mondo degli adulti facendone trasparire le contraddizioni e i dogmi sociali in cui questi erano costretti. Non era facile far parlare una bambina di dignitร e diritti umani nel periodo in cui la sua terra natale era sinonimo di Desaparecidos e Golpe, mentre lโattenzione mediatica mondiale aveva gli occhi puntati al Vietnam.
Eppure questa arguta osservatrice non ha mai smesso di pensare a modo suo, rifiutandosi di crescere e accettare le convenzioni degli adulti per tutto il decennio che ha accompagnato la sua storia editoriale, ovvero fino al 1973. Nonostante sia quasi trascorso mezzo secolo da allora, le sue vignette continuano a scuotere le coscienze attraverso la loro disarmante attualitร . โMa non vi preoccupa di non aver risolto nulla in questi anni?โ direbbe in merito Mafalda. Citando la cosiddetta Donna Bambina della canzone โAcqua e Saponeโ degli Stadio, Mafalda puรฒ essere considerata come la sua antitesi, ovvero una Bambina che รจ giร Donna, non ingenua e maliziosa, ma disincantata e risoluta.
Valentina
Valentina, nata come personaggio comprimario, tra la fine degli anni 60 e lโinizio gli anni 70, nel periodo turbolento delle contestazioni studentesche e del femminismo, si รจ imposta come la protagonista piรน sensuale e affascinante del mondo del fumetto, ergendosi a modello di donna solitaria, scandalosa, sospesa fra i suoi sogni e i suoi tormenti.
La sua voglia di vivere fino in fondo la forza delle proprie emozioni ha incantato ed eccitato i suoi ammiratori, perรฒ โValentina talvolta si sente perduta e rinuncia a sperare. allora cerca rifugio nel mondo dei sogni e della memoria.โ [Guido Crepax, autore di Valentina]
Guido Crepax, Valentina nel Metrรฒ. Omaggio a Stan Lee, โCorriere di Informazioneโ, 1975. Courtesy Archivio Crepax
La rivoluzione che conduce Crepax con Valentina รจ anche quella del linguaggio: con lui il fumetto evolve e si permette raffinatezze e invenzioni mai pensate prima, difatti la costruzione della tavola anticipรฒ, almeno di vent’anni, quella che sarร salutata come l’Innovazione del fumetto angloamericano. Non รจ un caso che Guido Crepax nasca come architetto, perchรฉ sembra comporre la tavola come fosse la pianta di una casa. Ogni stanza, ovvero ogni singola vignetta รจ di vitale importanza affinchรฉ la casa, ovvero, la tavola, possa funzionare al meglio.
– Auguri a tutte le donne da tutto lo Staff di “Sbuffi di fumo”
Salve! A voi lettrici e lettori che in questo momento state esplorando il nostro piccolo blog. Prima di farvi immergere nei polverosi canyon o vagare nelle sterminate praterie รจ bene rendervi partecipi dellโimportanza che ha per noi questo articolo.
Lo scorso settembre la Sergio Bonelli Editore ha inaugurato una delle sue annate piรน importanti e prolifiche in occasione del settantesimo compleanno dellโintramontabile Tex. Lโeco di questo traguardo รจ stato tale da coinvolgere tutta la loro produzione in numerose iniziative, atte a promuovere il brand rinnovando le serializzazioni piรน datate e introducendone di nuove. Non si tratta perรฒ solo di marketing: lo scopo รจ quello di dare a tutti gli appassionati lโoccasione di assistere ad un evento unico nella storia del fumetto italiano. La nostra piccola combriccola non รจ stata certo da meno e proprio su questo slancio ha preso la decisione di avviare il progetto โSbuffi di Fumoโ, per mettere nero su bianco pensieri e riflessioni e renderli fruibili a chi come noi (e voi) ama questโarte.
Alla luce di ciรฒ lโonore del primo articolo non poteva che spettare a nonno Tex, che viene celebrato con due particolari storie da record tutte a colori, ovvero gli albi โ695 โ Lโultima vendettaโ e โ700 โ Lโoro dei Pawneeโ.
Il primo รจ da considerarsi come torta di compleanno e volume inaugurale dellโannata Texosa, mentre nel secondo, oltre a raggiungere un numero bello e tondo, vengono superate le 100’000 tavole. Insomma sembra che ultimamente la statistica sia proprio generosa verso casa Bonelli, ma i numeri da soli non bastano per celebrare un personaggio di tale spessore; a parlare saranno infatti le due storie in questione.
Entrambi i volumi sono accomunati da una struttura narrativa simile e hanno inizio nel presente, partendo da vicende che di per sรฉ non si presentano difficoltose per i pards, abituati (si sa) ad imprese straordinarie. Grazie ad opportuni flashback perรฒ gli eventi vengono arricchiti con differenti sfaccettature e guadagnano uno spessore maggiore, soprattutto agli occhi di Tex, che tuffandosi nel passato si ritrova nei panni di un cowboy diverso dallโuomo che รจ ora.
Infatti il coinvolgimento nella storia di altri personaggi appartenuti al suo passato farร riemergere nel Ranger ricordi della gioventรน scapestrata, dando il via al cosiddettoโฆ momento falรฒ!
Non cโรจ flashback che si rispetti senza un bel fuoco scoppiettante attorno al quale mettersi seduti e Aquila della Notte รจ molto affezionato a questo suo rituale, grazie al quale prendono forma le due figure centrali dei rispettivi albi: Moss Keagan suo rivale e amico, Tesah la bella quanto tenace capo indiano.
Moss Keagan era il principale rivale di Tex ai tempi in cui era una star del rodeo, un uomo la cui stella ha smesso di brillare non appena Willer si รจ messo in testa di primeggiare in quello sport. (Eh giร โฆ purtroppo non ci si puรฒ far niente, suo il fumetto, sue le regole).
Nonostante godesse dellโappoggio di tutti noi poveri cristi, che almeno una volta nella vita abbiamo assaggiato la sconfitta, il povero Moss piuttosto che accettarla con sportivitร ha invece preferito affidarsi al Whisky, fino ad infortunarsi in gara, covando sempre piรน rancore.
La sua invidia lo porterร anni dopo ad essere manovrato dallโinfido Steve Mallory, nel suo piano per tendere unโimboscata a Tex, che nel frattempo aveva abbandonato da tempo le luci della ribalta per dedicarsi a ciรฒ che da nome al capitolo, lโultima vendetta!
La morte del fratello Sam fu un brutto colpo per Tex, che pieno di odio nei confronti del suo assassino Tom Rebo (vedi Tex “85 โ La costa dei barbariโ) e dei suoi sgherri si lanciรฒ in una vendetta che durรฒ anni e gli costรฒ una taglia sulla testa, ma che giunse a compimento con questโultimo atto.
Socio di Tom Rebo e scampato alla sei colpi di Tex fu proprio lโex sceriffo Steve Mallory allโepoca dei fatti a fornire una falsa versione agli inquirenti e a condannarlo come pluriomicida, ma non bastรฒ di certo a fargli dormire sonni tranquilli! Mallory era infatti consapevole di essere braccato e per questo, ingannando anche il povero Moss, lo convinse a tradire Willer.
In questo frangente lo stesso Ranger confessa ai suoi interlocutori con quanto ardore desiderasse la vendetta. Forte delle sue capacitร e di una dose di spavalderia si gettรฒ consapevolmente in uno scontro che nemmeno le sue formidabili doti da pistolero furono in grado di volgere a proprio favore.
(Oddio diciamo che come al solito aveva fatto una carneficina, ma sul piรน bello una trave marcia gli cade fra capo e collo di fronte agli occhi increduli dei pochi cattivoni rimastiโฆ gran botta di culo!).
Ad ogni modo, giunti allo stand off finale lโex rivale Moss si redime e dร lโaiuto decisivo al protagonista, che dopo unโinnaffiata di piombo ora รจ finalmente in pace con sรฉ stesso. I due si lasciano con la speranza che il tempo possa lenire i loro dissapori, proseguendo ognuno per la sua via; in particolare per Tex quella del fuorilegge.
La Bonelli oltre ad averci regalato una bellissima storia in stile โSuper Hero Originโ dร anche il La ad un suo nuovo spin-off ambientato proprio in quegli anni da ricercato: โTex Willerโ. Attualmente al quarto albo, la serie si pone come obiettivo il racconto di tutte quelle storie accennate, mai approfondite e relegate negli ultimi decenni alla memoria del fuoco.
Nellโarco narrativo dei primi numeri spicca anche la figura di Tesah, destinata per nascita a custodire il segreto del prezioso tesoro del suo popolo: lโoro dei Pawnee. Ma non รจ lo stesso tesoro del capitolo 700? Proprio cosรฌ! Come ho giร detto siamo in una grande annata fumettistica.
Il flashback dellโalbo in questione รจ incentrato sul primo incontro tra Tex e Tesah, quando nelle sterminate praterie un giovane cowboy salva dalle grinfie dei Sioux una ragazzina indiana, giร in pericolo a causa dellโaviditร degli uomini, ma ancora sotto la tutela del padre.
Proprio mentre Tex accorre in suo aiuto il fumetto giunge alla centomillesima tavola, della quale ho apprezzato molto lโultima vignetta, che regala una rara espressione di incertezza sul viso del protagonista.
Anche il Tex del presente analizza spesso insieme al lettore le situazioni critiche, ma la sua reazione sembra precedere il pensiero ed รจ sempre risolutiva.
In questa avventura giovanile sono gli occhi a comunicarci
la tensione della scelta, che col tempo e lโesperienza ha imparato a gestire,
nascondendola dietro le sue palpebre socchiuse.
Lโavventura viene ritmata soprattutto dal pericolo di un incalzante tornado, tra lโaltro molto ben rappresentato insieme allโambiente circostante dallโottima colorazione e dal tratto nitido che contraddistingue tutto il capitolo.
Sarร il provvidenziale aiuto di Orso Grigio, saggio capo tribรน e padre di Tesah, a scongiurare tale minaccia, offrendo riparo a Tex e ai suoi compagni di allora nelle sacre cripte del suo popolo, dove viene custodito qualcosa di inestimabile valore.
I cowboys perรฒ decidono di non curiosare oltre e di congedarsi dalla tribรน Pawnee, dopo unโaltra schermaglia con i Sioux, promettendosi di non farne parola con nessuno. Lโunico e piรน importante tesoro che Tex riesce a trovare รจ lโinizio di una grande amicizia, che lo ha accompagnato fin dai primi albi.
Non appena la fiamma si affievolisce e il falรฒ viene smantellato non resta ai protagonisti che concentrarsi sulle loro missioni nel presente, accorrendo in aiuto di un amico ritrovato (Moss) o di una mai perduta (Tesah), ma in ogni caso in nome di un legame che nemmeno lโaspro West puรฒ scalfire.
In realtร nel periodo storico in questione non cโera nulla che una terra senza frontiere nรฉ legge non potesse intaccare e in Tex, come in altre innumerevoli opere entrate nellโimmaginario collettivo, tutto ciรฒ viene celato e sottoposto ad una morale quasi cavalleresca.
Tuttavia, nonostante il topos del Western abbia subito differenti reinterpretazioni, il fumetto ha preferito rimanere saldo sulle sue posizioni, espandendo a macchia dโolio lโuniverso attorno al suo protagonista e riuscendo a mantenere intatto il fascino delle sue avventure.
Nella sua lunga carriera Tex ha affrontato innumerevoli prove, ha sottoposto i malfattori alla sua giustizia assoluta e ha creato ponti di comunicazione tra i pionieri coraggiosi e le tribรน indiane native; riuscendo a tutti gli effetti a conquistare il Far West. Non credo ci stancheremo mai vedendolo cavalcare verso lโorizzonteโฆ hasta luego, amigo!