E chi sei Mandrake?
Se siete di vicino Roma o avete visto il film con Gigi Proietti “Febbre di cavallo: La mandrakata” avrete sicuramente sentita questa espressione. Ma sapete da dove previene davvero?

La locandina do Febbre da cavallo: La mandrakata”
Sarò sincero con voi, fino a non troppo tempo fa pensavo fosse un mago romano esistito realmente nel 1800/1900, poi entrato nel folklore.
Ne sono stato convinto finché non mi sono imbattuto in questo volumetto.

Preso dalla curiosità, ho cominciato a leggerlo e sinceramente? Chi se lo sarebbe mai aspettato che Mandrake fosse, in verità, il più grande e longevo (ben 85 anni) mago dei fumetti.
Ideato e sceneggiato da Lee Falk, di cui è anche il modello per sua stessa ammissione, e disegnato da Phil Davis, Mandrake non è affatto il solito mago col cilindro, pronto a far il numero del coniglio; è molto più simile ad un Doctor Strange senza l’universo Marvel.
Il personaggio di Mandrake non ha nessuna storia delle origini, è OP fin dalle prime storie.
Infatti, dopo aver appreso le arti magiche in Oriente, nelle sue prime apparizioni Mandrake era uno stregone potentissimo, capace di far resuscitare morti, rendersi invisibile apparendo magicamente dal nulla, congelare persone all’istante.
Successivamente, le sue storie cambiarono rotta facendolo diventare un grande illusionista, capace di sottomettere i suoi nemici ipnotizzandoli.
Riportando un’intervista effettuata a Mister Falk :“Sì, all’ inizio i suoi poteri erano illimitati. Se voleva trasformare un uomo in un topo, poteva farlo. Insomma, le magie che compiva avvenivano per davvero. Ma dopo le prime avventure, per la precisione dopo i primi sei mesi, ho capito che così non poteva andare avanti per sempre, che ogni problema sembrava troppo facile per Mandrake, che per me sarebbe stato difficile tenere alta la tensione. Così ho deciso di trasformare il mago in un illusionista. I suoi nemici non si sarebbero più trasformati in topi ma si sarebbero solo creduti tali”.
Persino il regista Federico Fellini, il quale è un grande estimatore di fumetti, ha sempre voluto effettuare una trasposizione cinematografica, senza mai riuscirci. Lee Falk, al riguardo, ha raccontato “Fellini è stato un grande amico. Più volte abbiamo parlato di questo progetto. Lui lo chiamava Mandrache, all’ italiana! Ne ho parlato anche con Mastroianni, a Parigi: si pensava a Claudia Cardinale nella parte di Narda, l’ eterna fidanzata. A questo proposito, mi ricordo quando ho conosciuto Fellini. Fu prima della seconda guerra mondiale. Per la prima volta andai a Venezia e vidi un ragazzo (no, ancora non si tratta di lui) che stava leggendo un grande album di un Mandrache italiano, non l’ avevo scritto io. L’ album si intitolava: Mandrake a Venezia. Che strano, ho pensato: io non sono mai stato a Venezia e Mandrake sì! In seguito a questo incontro andai a Firenze per incontrare le persone che lavoravano a questo Mandrake, e uno dei ragazzi che colorava le vignette era proprio Fellini”.

Marcello Mastroianni e Federico Fellini 
Mastroianni nelle vesti di Mandrake non sarebbe stato mica male
Devo essere ancora più sincero con voi, pensavo fosse distante dai miei gusti, credevo fosse una lettura lenta, macchinosa. Invece, era tutto il contrario.
Fin dalle prime strisce del 1934, Mandrake si rileva un fumetto dinamico e avvincente.
Uno tra i primi a distanziarsi dal concetto originario di comics, ovvero di striscia comica, elevandosi a forma di intrattenimento pura che, combinando horror, avventura, azione, storie d’amore, è capace di appassionare, allo stesso modo, ragazzi e adulti.
In Italia verrà pubblicato nel 1935, nelle riviste L’audace e L’avventuroso suscitando, fin da subito, un grosso successo tanto da entrare nel folklore e, stranamente, non verrà in nessun modo censurato dal regime fascista.
Ad affiancare il formidabile Mandrake è il suo fido compagno Lothar, il suo gigantesco servo nero dotato di un cuore ed una forza gigantesca, ma non di grosso intelletto. Tra i suoi più acerrimi nemici voglio citarne due in particolare: il Cobra, suo compagno di studi nell’apprendere le arti magiche in Tibet passato, però, alla magia nera e il trasformista Saki, un formidabile ladro dalle eccellenti doti di travestimento che, ogni qualvolta riesca in un colpo, lascia un piccolo cammello di argilla come testimonianza del suo passaggio.

Vi lascio con una dichiariazione di Lee Falk, di cui a fianco c’è la sua fotografia, riguardo la sua rinomata somiglianza con il suo personaggio dei fumetti .
“Sono stato io il primo modello per Mandrake. Ero solo in camera e con uno specchio davanti provai a schizzare un autoritratto: sentivo di avere la faccia adatta per vivere storie un po’ da detective e un po’ da mago. Lui ora è rimasto lo stesso: io, invece, un po’ sono cambiato”.
-NaZcor
Fonti:
Grazie a questo articolo ho conosciuto uno tra i più conoscitori di fumetti Italiani: Luca Raffaelli . Le varie interviste sono state realizzate da lui nel 1993. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/11/20/amico-di-mandrake.html
http://www.mondadoricomics.it/blog/mandrake-gli-ottantanni-del-mago-che-affascino-federico-fellini















