SBE Editore · tex

Tex – 70 anni, 700 albi, 100’000 tavole

Un tuffo nel passato per celebrare il presente

Salve!
A voi lettrici e lettori che in questo momento state esplorando il nostro piccolo blog.
Prima di farvi immergere nei polverosi canyon o vagare nelle sterminate praterie è bene rendervi partecipi dell’importanza che ha per noi questo articolo.

Lo scorso settembre la Sergio Bonelli Editore ha inaugurato una delle sue annate più importanti e prolifiche in occasione del settantesimo compleanno dell’intramontabile Tex.
L’eco di questo traguardo è stato tale da coinvolgere tutta la loro produzione in numerose iniziative, atte a promuovere il brand rinnovando le serializzazioni più datate e introducendone di nuove.
Non si tratta però solo di marketing: lo scopo è quello di dare a tutti gli appassionati l’occasione di assistere ad un evento unico nella storia del fumetto italiano.
La nostra piccola combriccola non è stata certo da meno e proprio su questo slancio ha preso la decisione di avviare il progetto “Sbuffi di Fumo”, per mettere nero su bianco pensieri e riflessioni e renderli fruibili a chi come noi (e voi) ama quest’arte.

Alla luce di ciò l’onore del primo articolo non poteva che spettare a nonno Tex, che viene celebrato con due particolari storie da record tutte a colori, ovvero gli albi “695 – L’ultima vendetta” e “700 – L’oro dei Pawnee”.

Il primo è da considerarsi come torta di compleanno e volume inaugurale dell’annata Texosa, mentre nel secondo, oltre a raggiungere un numero bello e tondo, vengono superate le 100’000 tavole.
Insomma sembra che ultimamente la statistica sia proprio generosa verso casa Bonelli, ma i numeri da soli non bastano per celebrare un personaggio di tale spessore; a parlare saranno infatti le due storie in questione.

Entrambi i volumi sono accomunati da una struttura narrativa simile e hanno inizio nel presente, partendo da vicende che di per sé non si presentano difficoltose per i pards, abituati (si sa) ad imprese straordinarie.
Grazie ad opportuni flashback però gli eventi vengono arricchiti con differenti sfaccettature e guadagnano uno spessore maggiore, soprattutto agli occhi di Tex, che tuffandosi nel passato si ritrova nei panni di un cowboy diverso dall’uomo che è ora.

Infatti il coinvolgimento nella storia di altri personaggi appartenuti al suo passato farà riemergere nel Ranger ricordi della gioventù scapestrata, dando il via al cosiddetto… momento falò!

Non c’è flashback che si rispetti senza un bel fuoco scoppiettante attorno al quale mettersi seduti e Aquila della Notte è molto affezionato a questo suo rituale, grazie al quale prendono forma le due figure centrali dei rispettivi albi: Moss Keagan suo rivale e amico, Tesah la bella quanto tenace capo indiano.

Moss Keagan era il principale rivale di Tex ai tempi in cui era una star del rodeo, un uomo la cui stella ha smesso di brillare non appena Willer si è messo in testa di primeggiare in quello sport. (Eh già… purtroppo non ci si può far niente, suo il fumetto, sue le regole).

Nonostante godesse dell’appoggio di tutti noi poveri cristi, che almeno una volta nella vita abbiamo assaggiato la sconfitta, il povero Moss piuttosto che accettarla con sportività ha invece preferito affidarsi al Whisky, fino ad infortunarsi in gara, covando sempre più rancore.

La sua invidia lo porterà anni dopo ad essere manovrato dall’infido Steve Mallory, nel suo piano per tendere un’imboscata a Tex, che nel frattempo aveva abbandonato da tempo le luci della ribalta per dedicarsi a ciò che da nome al capitolo, l’ultima vendetta!

La morte del fratello Sam fu un brutto colpo per Tex, che pieno di odio nei confronti del suo assassino Tom Rebo (vedi Tex85 – La costa dei barbari”) e dei suoi sgherri si lanciò in una vendetta che durò anni e gli costò una taglia sulla testa, ma che giunse a compimento con quest’ultimo atto.

Socio di Tom Rebo e scampato alla sei colpi di Tex fu proprio l’ex sceriffo Steve Mallory all’epoca dei fatti a   fornire una falsa versione agli inquirenti e a condannarlo come pluriomicida, ma non bastò di certo a fargli dormire sonni tranquilli! Mallory era infatti consapevole di essere braccato e per questo, ingannando anche il povero Moss, lo convinse a tradire Willer.

In questo frangente lo stesso Ranger confessa ai suoi interlocutori con quanto ardore desiderasse la vendetta. Forte delle sue capacità e di una dose di spavalderia si gettò consapevolmente in uno scontro che nemmeno le sue formidabili doti da pistolero furono in grado di volgere a proprio favore.

(Oddio diciamo che come al solito aveva fatto una carneficina, ma sul più bello una trave marcia gli cade fra capo e collo di fronte agli occhi increduli dei pochi cattivoni rimasti… gran botta di culo!).

Ad ogni modo, giunti allo stand off finale l’ex rivale Moss si redime e dà l’aiuto decisivo al protagonista, che dopo un’innaffiata di piombo ora è finalmente in pace con sé stesso.
I due si lasciano con la speranza che il tempo possa lenire i loro dissapori, proseguendo ognuno per la sua via; in particolare per Tex quella del fuorilegge.

La Bonelli oltre ad averci regalato una bellissima storia in stile “Super Hero Origin” dà anche il La ad un suo nuovo spin-off ambientato proprio in quegli anni da ricercato: “Tex Willer”. Attualmente al quarto albo, la serie si pone come obiettivo il racconto di tutte quelle storie accennate, mai approfondite e relegate negli ultimi decenni alla memoria del fuoco.

Nell’arco narrativo dei primi numeri spicca anche la figura di Tesah, destinata per nascita a custodire il segreto del prezioso tesoro del suo popolo: l’oro dei Pawnee. Ma non è lo stesso tesoro del capitolo 700? Proprio così! Come ho già detto siamo in una grande annata fumettistica.

Il flashback dell’albo in questione è incentrato sul primo incontro tra Tex e Tesah, quando nelle sterminate praterie un giovane cowboy salva dalle grinfie dei Sioux una ragazzina indiana, già in pericolo a causa dell’avidità degli uomini, ma ancora sotto la tutela del padre.

Proprio mentre Tex accorre in suo aiuto il fumetto giunge alla centomillesima tavola, della quale ho apprezzato molto l’ultima vignetta, che regala una rara espressione di incertezza sul viso del protagonista.

Anche il Tex del presente analizza spesso insieme al lettore le situazioni critiche, ma la sua reazione sembra precedere il pensiero ed è sempre risolutiva.

In questa avventura giovanile sono gli occhi a comunicarci la tensione della scelta, che col tempo e l’esperienza ha imparato a gestire, nascondendola dietro le sue palpebre socchiuse.

L’avventura viene ritmata soprattutto dal pericolo di un incalzante tornado, tra l’altro molto ben rappresentato insieme all’ambiente circostante dall’ottima colorazione e dal tratto nitido che contraddistingue tutto il capitolo.

Sarà il provvidenziale aiuto di Orso Grigio, saggio capo tribù e padre di Tesah, a scongiurare tale minaccia, offrendo riparo a Tex e ai suoi compagni di allora nelle sacre cripte del suo popolo, dove viene custodito qualcosa di inestimabile valore.

I cowboys però decidono di non curiosare oltre e di congedarsi dalla tribù Pawnee, dopo un’altra schermaglia con i Sioux, promettendosi di non farne parola con nessuno. L’unico e più importante tesoro che Tex riesce a trovare è l’inizio di una grande amicizia, che lo ha accompagnato fin dai primi albi.

Non appena la fiamma si affievolisce e il falò viene smantellato non resta ai protagonisti che concentrarsi sulle loro missioni nel presente, accorrendo in aiuto di un amico ritrovato (Moss) o di una mai perduta (Tesah), ma in ogni caso in nome di un legame che nemmeno l’aspro West può scalfire.

In realtà nel periodo storico in questione non c’era nulla che una terra senza frontiere né legge non potesse intaccare e in Tex, come in altre innumerevoli opere entrate nell’immaginario collettivo, tutto ciò viene celato e sottoposto ad una morale quasi cavalleresca.

Tuttavia, nonostante il topos del Western abbia subito differenti reinterpretazioni, il fumetto ha preferito rimanere saldo sulle sue posizioni, espandendo a macchia d’olio l’universo attorno al suo protagonista e riuscendo a mantenere intatto il fascino delle sue avventure.

Nella sua lunga carriera Tex ha affrontato innumerevoli prove, ha sottoposto i malfattori alla sua giustizia assoluta e ha creato ponti di comunicazione tra i pionieri coraggiosi e le tribù indiane native; riuscendo a tutti gli effetti a conquistare il Far West.
Non credo ci stancheremo mai vedendolo cavalcare verso l’orizzonte… hasta luego, amigo!

-Indiana